A Tall Boy

Abbiamo ascoltato l’EP. Complimenti molto ben registrato. Piacevole all’ascolto e arrangiato bene. Fai tutto da solo?
Grazie, mi fa piacere che l’abbiate trovato piacevole all’ascolto perché era l’obiettivo che ci siamo posti fin da quando è nata l’idea. Parlo al plurale in quanto devo molto alla collaborazione di Sergio Altamura, che ha prodotto l’EP e con il quale ho condiviso fin da subito l’idea di registrare la traccia principale di voce e chitarra su nastri analogici per dare ai brani una forma più genuina.
Per quanto riguarda la proposta dal vivo sto lavorando insieme a Dora, che mi accompagna alle tastiere e talvolta alle percussioni, con la quale è nata una collaborazione artistica che riguarda l’arrangiamento di nuovi brani e la riproposizione di quelli dell’EP.

A tall boy. Dammi qualche spiegazione per questo nome.
Avevo alcune idee in mente, ho pensato anche di presentarmi con il mio vero nome ma poi ho pensato fosse troppo impegnativo. Di certo rimanda alla mia statura, qualcuno però mi ha fatto notare la somiglianza col nome d’arte di Kristian Mattson, “the tallest man on earth”… diciamo che, ammesso che sia veramente così, se lui si sente l’uomo più alto di tutti, io soltanto un ragazzo alto fra tanti altri!

Hai fatto parte di una Band fino a poco tempo fa. Cosa cambia da solista?
Innanzitutto che quando devo fare una serata sono molto più teso… poi chiaramente si è più liberi, ma questa è un’arma a doppio taglio perché in quanto ad autodisciplina sono un disastro!
A dir la verità si tratta di una libertà “fittizia” perché, sopratutto per quello che riguarda la proposta dal vivo, la direzione che si può imprimere ad un brano è vincolata al fatto di essere soli o al massimo in due; il risultato è una maggiore intimità a scapito dell’impatto sonoro.

Con cosa baratteresti la libertà di scrittura che puoi avere da solista?
Non saprei, forse con la possibilità di avere qualcuno che segua per me tutti gli aspetti tecnici che per me sono un scocciatura..ma forse neanche per quello.

Perché canzoni come le tue non la sento sulle radio Nazionali. Cosa manca?
A volte è solo una questione di promozione, ma non parlo in particolare per me dato che non riesco ad essere oggettivo nel valutare il reale valore dei miei brani.

Credi di avere più possibilità all’estero rispetto che in Italia?
Sicuramente.

Cosa pensi di chi usa la musica per fare politica?
Dipende se lo fa con lo scopo di esprimere un proprio pensiero o per altri fini. Personalmente vivo la musica come la ricerca di emozioni, quindi rispetto qualsiasi argomento riesca a “rapirmi” da quel punto di vista.

Di cosa parlano le tue canzoni principalmente?
Situazioni di vita quotidiana, sogni, speranze…più spesso insoddisfazione e voglia di scappare dalla routine.

C’è un argomento troppo intimo che ti imbarazza trattare?
Non mi viene in mente niente, di solito sono gli argomenti più interessanti.

C’è un sacco di musica “buona” lontano dai Talent. Perché ormai il business pesca solo da li?
Non lo chiedere a me, io li guardo solo se qualcuno mi costringe!

Con chi ti piacerebbe collaborare?
Con Kasper Eistrup dei Kashmir e Guy Garvey degli Elbow…ma rimarrà solo un sogno!

Hai mai pensato di smettere di suonare?
Beh mi sono già preso una pausa prima dell’anno scorso, ma anche se dovessi stancarmi di mettermi in gioco davanti al pubblico non penso smetterei mai di strimpellare in camera mia.

Lorenzo Bagnoli, in arte “A Tall Boy”, nasce il 5 febbraio del 1984.
Ha bisogno di tempo per capire che la vita non sarà sempre facile come Mamma e Nonna gli hanno fatto credere.
L’adolescenza, infatti, arriva più tardi rispetto ai coetanei e per compensare il ritardo ha l’effetto di una badilata sui denti.
Da quel momento ogni esperienza arriva un pò più tardi rispetto alla sua naturale collocazione ed ovviamente risulta essere più sofferta del dovuto.
Ciò che a Lorenzo non è mai risultato difficile è scrivere canzoni pop/rock in inglese stentato, missione compiuta facilmente fin dai tempi della band “Around A” con la quale si esibisce in qualità di tastierista in svariati locali dell’underground bolognese tra il 2009 e il 2013.
Dopo un periodo di inattività la voglia di rimettersi in gioco è tanta e la collaborazione con Sergio Altamura in qualità di produttore da vita a “50 thousand dollars in my mouth”, EP di 5 tracce veloci ed intense in uscita prevista per Giugno 2015 e che rappresenta l’inizio dell’avventura da solista.